Celestino V
La vita di Celestino V
Produzioni culturali
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Al seguito del corteo papale che accompagnava il neo eletto Bonifacio VIII da Napoli a Roma, a metà strada Celestino si dilegua nella notte. Un drappello di uomini armati della scorta di Bonifacio VIII lo raggiunge al Morrone, sfinito e orante nella grotta. Per compassione lo lasciarono lì e tornarono al papa senza l’ostaggio. Bonifacio s’infuria, il drappello si precipita nuovamente al Morrone, ma Celestino non c’è più. Sulle vie dei tratturi ha raggiunto il Gargano. Vuole andare in oriente, allontanarsi definitivamente dall’intrigo politico curiale. Bonifacio trema per le sorti della chiesa e per la legittimità della sua elezione che già è messa in discussione. Si paventa uno scisma. Il popolo aizzato anche dagli Spirituali, continua a riconoscere Celestino come Papa legittimo. Il disperato intervento di Bonifacio è di segregare Celestino e di togliere ogni possibilità di comunicare con lui. L’intervento di Bonifacio non è diretto alla persona di Celestino, che stimava puro e santo, ma alle macchinazioni dei suoi nemici i quali sostenevano l’invalidità del suo pontificato sbandierando l’invalidità della rinuncia del suo predecessore. Una pagina difficile nella storia della Chiesa che non sempre ha trovato intelligenza interpretativa ma piuttosto acre pregiudizio. L’amore per l’unità della Chiesa era uno per Celestino e per Bonifacio. Il provvedimento di Bonifacio per evitare uno scisma di fatto, non è dissimile dall’intenzione di Celestino di allontanarsi fino alla Grecia, terra di romiti ed anacoreti, e far perdere le sue tracce. Non fu serietà paragonare Celestino al Bambino che fugge in Egitto, e Bonifacio ad Erode. Penso che quella sottile paura che la Chiesa ha di Celestino, ancora oggi, sia dovuta proprio a questi equivoci storiografici, che le hanno impedito di godere e di gioire di una purezza di testimonianza tra le più splendenti della sua storia. La fuga di Celestino fu impedita prima dal mare in burrasca che non gli permise l’imbarco da quelle amiche coste garganiche e poi perché fu riacciuffato dai soldati dell’altro suo amico, Re Carlo. |
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