Torna alla Home Page

Celestino V

La vita di Celestino V

Produzioni culturali


  Le Fraterne

Da un decreto (1289) del Vescovo di Isernia, Roberto, si legge che: "… alcuni cittadini di Isernia, uniti da spirito di carità, per opera e premura del monaco Fra' Pietro del Morrone, fecero una Frateria o Fraterna". Tra di loro si chiamavano "fratelli"... per la dottrina che ricevevano dall’Eremita Santo e per gli esempi che ne ammiravano. Di questi pii sodalizi ne nacquero di nuovi, oltre quello di Isernia, Sulmona, Ortona, Lanciano, Vasto, Apricena, Scontrone, Castel di Sangro, Popoli, Chieti, Guardiagrele, Roccamorice. Alcuni gruppi raggiungevano anche le mille unità. Lo stesso Fra' Pietro ne sancì lo STATUTO:

  • Fare delle elemosine.
  • Recitare un certo numero di Pater Noster per i vivi e per i defunti.
  • Astenersi dal peccato grave.
  • Mantenere il mutuo affetto.
  • Visitarsi vicendevolmente nella infermità.
  • Somministrare il necessario ai fratelli più bisognosi, dotare le fanciulle povere, prendere le difese delle vedove e degli oppressi.
  • Compiere, secondo le possibilità, le opere di misericordia.
Celestino va riletto in questo contesto. Non sarebbe altrimenti comprensibile come mai, ad esempio, nel giro di due o tre anni si trasforma il Gargano, s'innerva una rete di monasteri con al centro la Badia di S. Giovanni in Piano, rifiorisce l’economia agro-pastorale e si realizza il progetto di sfruttamento dei suoi due bacini salati per l’allevamento ittico. Si diffonde l'immagine di Fra' Pietro seminatore di speranza amato dalle folle delle povera gente.


Area intranet

username:

password:

PADRE QUIRINO SALOMONE