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Celestino V

La vita di Celestino V

Produzioni culturali


  L'inizio della vita eremitica

Pietro del Morrone in preghiera Dopo appena un paio d’anni, pur avendo nel 1231 professata vita monastica e osservata mirabilmente la regola tra tanti monaci santi, chiese di poter uscire dal monastero per votarsi all’eremo. Sognava i luoghi di quella famigerata Maiella dagli orridi pendii e dalle paurose grotte abitate, come si diceva, da diavoli, streghe e spiriti maligni d’ogni genere. Proprio lì voleva dirigersi per forgiare il suo spirito e cimentarsi nel supremo combattimento contro le potenze diaboliche. L’idea affascinò anche qualche suo compagno di noviziato, che decise di seguirlo. Ma a Castel di Sangro una tremenda bufera di neve interruppe il viaggio e fece desistere i suoi compagni dal continuare: Pietro rimase solo. Attese la primavera in un eremo nei pressi di Scontrone, dove tuttora si possono osservare i resti di un importante complesso monastico caro a Fra' Pietro e alla devozione di quelle popolazioni. Raggiunta la Maiella, si fermò ad una grotta del monte Palleno, il Porrara, che oggi ospita il santuario della Madonna dell’Altare nel Comune di Palena. Qui inizia la vita eremitica vera e propria: i primi segni di tentazioni e i primi segni celesti, la paura del buio e la compagnia degli angeli.


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PADRE QUIRINO SALOMONE